mercoledì 11 aprile 2012

Una riflessione sul cibo...

Una domanda che faccio spesso quando si parla di difficoltà nel far mangiare i figli è la presenza o meno della televisione a tavola. Negli ultimi anni è diventata un elettrodomestico onnipresente e purtroppo ha ottenuto un posto di primo piano anche nelle nostre cucine. Personalmente mi sono sempre opposta a questo pezzo d'arredamento che monopolizza l'attenzione di tutta (o una parte) della famiglia in un momento così importante com'è il pasto. Non ce ne si rende conto perché spesso ci dividiamo tra mille orari diversi, ma sedersi al tavolo e condividere tutti insieme un pranzo o una cena è un momento importantissimo per consolidare i legami e gli affetti. Accendere la televisione vuol dire portare l'attenzione all'esterno, mentre quello del pasto è uno dei pochi momenti in cui i ragazzi e i bambini possono raccontare e raccontarsi. Non c'è da stupirsi se un bimbo che non si sente coinvolto nei discorsi dei grandi presi a commentare gli avvenimenti del giorno, si alza senza aver finito di mangiare e si dedica ad attività più gratificanti: probabilmente lo faremmo anche noi! Sedersi a tavola tutti insieme, parlare di ciò che è capitato ad ognuno, in modo sereno e senza creare tensioni è il modo migliore per predisporre al pasto. Apparecchiare in modo curato e servire piatti fatti dalla mamma è un gesto d'amore che fa sentire i ragazzi importanti e da’ un significato aggiuntivo al cibo che si sta per consumare. Abituiamoli allora a partecipare attivamente alla preparazione dei pasti e abbandoniamo per un po’ la pigrizia e la stanchezza che ci fa cucinare sempre le solite pietanze. Al gusto ci si educa!

giovedì 16 febbraio 2012

Difendersi dal freddo anche con il cibo!

In questi giorni di freddo intenso è bene proteggersi evitando di uscire nelle ora più fredde e coprendosi adeguatamente, ma anche qualche accorgimento alimentare ci può aiutare: innanzitutto è bene che non manchino mai sulle nostre tavole zuppe e piatti in brodo: è un modo per scaldarci dall'interno e di consumare liquidi dato che in inverno si fa un po' fatica a bere.

Passati di verdura, vellutate, minestroni e anche le classiche ribollite o zuppe di legumi servono bene allo scopo e ci fanno fare il pieno di fibra. Il mio consiglio è di introdurli soprattutto alla sera accompagnati da qualche crostino o da quei cereali che si mangiano più raramente come il farro, l'orzo o l'avena.

Con le basse temperature spesso si richiede un surplus di energia che è bene venga dai carboidrati complessi e non dagli zuccheri semplici, quindi poche bevande zuccherate, ma qualche fetta di pane in più, meglio se integrale e accompagnata con del miele che ha un effetto calmante e blandamente antinfiammatorio o qualche quadratino di cioccolato fondente oppure ancora da frutta secca in guscio o in crema (crema di nocciole o mandorle per esempio) da inserire a colazione o a merenda.

Alt invece agli alcolici, la sensazione di “calore” che si percepisce è momentanea e illusoria: l'alcool è infatti un vasodilatatore, aumenta il flusso sanguigno periferico provocando in realtà una dispersione di calore!Molto meglio un the caldo non troppo zuccherato o una tisana.

martedì 21 giugno 2011

dieta e caldo....

Il caldo è scoppiato, aumenta la traspirazione per mantenere costante la temperatura corporea e diventa fondamentale idratare l'organismo bevendo almeno due litri d'acqua al giorno senza aspettare di essere assetati. Oltre all'acqua, via libera anche ai centrifugati, alle spremute e ai succhi di frutta, se senza zuccheri aggiunti e non troppo freddi. L'aumento della temperatura sottopone il nostro organismo ad un superlavoro, per non affaticarlo ulteriormente, in questo periodo conviene scegliere alimenti digeribili e poco calorici: evitate perciò cibi grassi, fritti, salse e intingoli vari, preferendo piatti leggeri, cucinati semplicemente (al vapore, al cartoccio o alla griglia). Meglio orientarsi su pesce, carni magre, ricotta, formaggi freschi, legumi. Semaforo rosso invece per salumi, insaccati, formaggi stagionati e cibi conservati, ma anche per cracker e focacce: l'alto contenuto di sodio aumenta il trattenimento dei liquidi corporei. Per contrastare l'azione ritentiva di questo elemento via libera invece a tutti quegli alimenti ricchi di potassio contenuto in abbondanza in frutta e verdura (per esempio in kiwi, banane, albicocche, anguria, patate, spinaci, carciofi). Le classiche 5 porzioni giornaliere ci garantiscono il giusto equilibrio tra i nutrienti, per cui non fatevele mancare!

mercoledì 11 maggio 2011

Chiare fresche dolci acque...

Molti lettori mi chiedono con che frequenza consumare bevande gassate dolcificate (le classiche bibite) e se sia corretto utilizzarle ai pasti come si vede in alcuni spot televisivi.

Le bibite analcoliche contengono acqua, zuccheri, sostanze aromatizzanti ed eventualmente altre componenti di origine vegetale come il succo di frutta; Solitamente sono anche presenti conservanti, acidificanti, coloranti, antiossidanti, talvolta sali minerali e vitamine.

Già questa descrizione che parte dall'analisi dell'etichetta la dice lunga su questo tipo di prodotto. Innanzitutto non è dissetante; contiene zuccheri, pertanto, l'iniziale senso di freschezza dovuto alla presenza di anidride carbonica, che conferisce un poco di acidità alla bevanda e la rende più piacevole grazie alle bollicine, si esaurisce presto lasciando il consumatore con la “bocca asciutta”. Occorre berne un altro bicchiere e così via senza ottenere davvero il risultato voluto.

Il secondo aspetto ancor più importante è che contengono zuccheri semplici. Senza accorgersene si introducono calorie senza saziarsi veramente e senza considerare che un eccesso di zucchero può portare all'innalzamento dei livelli dei trigliceridi, della pressione sanguigna e all'abbassamento dei livelli di colesterolo buono oltre, ovviamente, a problemi di sovrappeso. Molti studi hanno dimostrato che chi consuma abitualmente bevande edulcorate (e in particolar modo i bambini e gli adolescenti) ha un alterato senso del gusto che lo porta ad escludere dalla propria alimentazione cibi poco dolci come le verdure, i legumi e la frutta incorrendo in un'alimentazione poco varia e monotona.

Qualcuno potrebbe obiettare che esistono anche le versioni light, vero: l'industria ha ormai annusato il businnes dei prodotti ipocalorici anche in questo campo, ma anche queste bevande contengono conservanti, coloranti ed edulcoranti spesso di pessima qualità come i ciclamati (E952 ed E953).

Cosa concludere?L'unica bevanda che disseta veramente è l'acqua, di questa fatene largo uso; le bibite lasciatele per momenti particolari e soprattutto non consumatele ai pasti!

martedì 15 marzo 2011

Il falso mito delle diete iperproteiche

In periodi di diete fai da te, impazzano regimi alimentari ricchissimi di proteine e poveri di carboidrati...meglio ridurre l'odiosa fonte di grasso e mangiare grandi quantità di bresaola e petti di pollo adagiati su letti di insalata. Al di là delle mode, sarebbe meglio diffidare di questi modelli alimentari che offrono sì un' immediata diminuzione di peso, ma associata principalmente alla perdita di massa muscolare e di acqua. Il nostro cervello, le cellule del pancreas e i globuli rossi funzionano solo a zucchero (glucosio) e non possono utilizzare altri substrati energetici; ridurre drasticamente i carboidrati costringe l'organismo ad attivare dei meccanismi di difesa per scovare il glucosio nei muscoli e nei grassi. E' un superlavoro per reni e fegato che devono smaltire grandi quantità di sostanze tossiche che si producono con questi meccanismi (i corpi chetonici). E' vero che i sostenitori della dieta iperproteica (o chetogenetica) sostengono che aumenti il dispendio energetico necessario alla produzione di energia, che mantenga basso l'indice glicemico e aumenti il senso di sazietà, ma a che prezzo? La comune alimentazione è già di per sé iperproteica rispetto alle esigenze reali, l'aggiunta di carboidrati complessi (meglio se integrali) e di verdure e frutta funziona altrettanto bene nel controllo della fame e della risposta insulinica..senza danni per fegato e reni e soprattutto senza ingerire grandi quantità di proteine animali che si portano dietro anche i grassi saturi e il colesterolo. Se si vuole perdere peso in modo sano, meglio rifarsi alla dieta Mediterranea che è varia, appaga il palato e non ha rischi.