giovedì 31 ottobre 2013

dolcetto o scherzetto?


Con il suo color arancio caratteristico, la zucca rallegra l'autunno e non solo per la sua diffusione in prossimità della festa di Halloween.
Questa cucurbitacea, la cui specie più famosa, grazie proprio alla festa delle zucche è la cucurbita pepo, è di origine incerta, pare che sia stata importata da Cristoforo Colombo, ma ne sono state ritrovate testimonianze anche nell'antica Roma.
Nonostante il suo sapore dolce, questo ortaggio è composto in grandissima parte da acqua, possiede molta fibra e vanta un contenuto calorico veramente basso (pari ad una bella insalata). Queste caratteristiche ne fanno un alimento molto adatto nelle diete e a chi soffre di diabete: il quantitativo di zuccheri in essa contenuto si aggira intorno ai 3-4 grammi per etto e i grassi come in quasi tutte le verdure sono pressoché assenti; contiene invece una buona quantità di fibra che può aiutare a regolarizzare l'intestino e ad aumentare il senso di sazietà.
Oltre a prestarsi a ricette golose come i tortelli mantovani, vellutate, sufflè e persino dolci, è un ottimo rimineralizzante, poiché contiene buone quantità di potassio molto utile per prevenire crampi e contrastare la ritenzione idrica, discrete quantità di ferro, fosforo e calcio, ha alte concentrazioni di vitamina A che aiuta nel mantenimento di una buona funzionalità di vista, pelle, capelli e mucose; possiede inoltre discrete quantità di vitamina C che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario in questa stagione che lo mette a dura prova.
“Della zucca non si butta via nulla” e in effetti i suoi semi, tostati, sono un ottimo complemento alimentare: sgranocchiati come spezza-fame o inseriti in insalate invernali forniscono una buona quantità di acidi grassi omega3, ferro, zinco, magnesio diventando così un vero e proprio integratore alimentare senza contare gli effetti antielmintici dovuti alla cocurbitina che li annovera tra i rimedi della nonna contro le infezioni per esempio da tenia.
In questo periodo valorizziamo appieno le sue proprietà inserendola nell'alimentazione quotidiana soprattutto di anziani e bambini sfruttando il suo appeal e magari sperimentando qualche ricetta nuova.

martedì 23 aprile 2013

Vademecum di sopravvivenza famigliare..


Sento spesso le mamme lamentarsi della monotonia dell'alimentazione dei loro figli: solo patate,
pasta bianca o rossa, carne e pesce solo se impanati, verdura sì purché non abbia nulla di
verde...Insegnare ai propri figli a mangiare è impegnativo quanto educarli a diventare autonomi in
altri campi. Non si può pensare di soprassedere “tanto poi imparerà a mangiare tutto”: in studio
vedo moltissimi adolescenti e giovani adulti con grossissime difficoltà ad approcciare nuovi cibi
perché non l'hanno imparato da piccoli.
Vale la pena sforzarsi anche se può sembrare una fatica impari e quando si è stanchi dopo una
giornata di lavoro è più semplice mettere in tavola ciò che accontenta tutti e non crea conflitti.
Qualche consiglio allora per chi si deve barcamenare con queste difficoltà.
I bimbi sono curiosi per cui sfruttiamo questa loro innata propensione alle novità:
-portare i figli con sé a fare la spesa magari scegliendo un giorno in cui siamo rilassati e non di
fretta per spiegare cosa si compra e da dove arriva
-scegliere prodotti freschi e di stagione che sono più gustosi e profumati
-coinvolgere i propri bambini nella preparazione delle pietanze: toccando, annusando, pasticciando
si impara a conoscere ed apprezzare il cibo. Ciò che si è fatto con le proprie mani ha tutto un altro
sapore e sicuramente invoglia all'assaggio, così come usare la fantasia per “impiattare” : creare delle
belle composizioni nel piatto mette allegria, per i più piccoli scegliamo delle faccine spiritose o dei
buffi animaletti, raccontiamo favole che abbiano come protagonista il cibo che si sta mangiando e
cattureremo la loro attenzione.
Certamente non tutto può piacere e magari non al primo approccio, ma è bene insegnare ad
assaggiare il cibo: se non piace non deve essere un obbligo, ma i gusti possono cambiare o ciò che
all'occhio non appare invitante magari ha un sapore squisito!
Anche servire delle porzioni giuste educa al senso della misura più che una montagna di cibo da
affrontare..pensiamo che un bambino non ha le stesse necessità di un adulto!
Infine ricordiamoci che la cosa fondamentale è l'esempio: i bambini ci osservano e ci imitano, non
possiamo obbligarli a mangiare ciò che noi non vogliamo neanche vedere in tavola!

venerdì 14 dicembre 2012

Dieta vegetariana


Una lettrice mi chiede se il fatto di diventare vegetariana possa comportarle delle carenze o peggio ancora ingrassare. Il suo pensiero salta subito alla carenza di ferro, ma mi sento di rassicurare lei e tutti coloro che per scelta etica, salutistica o filosofica decidono di abbracciare la scelta vegetariana.
Sempre più studi portano in realtà ad orientare la propria alimentazione in questo senso. L'ultima piramide alimentare mette la carne ai vertici con un consumo di 2-3 porzioni a settimana che si riducono a una se pensiamo alla carne rossa o agli affettati/insaccati.
La base della nostra alimentazione dovrebbe essere costituita da vegetali, cereali integrali, legumi e in misura minore da latticini, uova e pesce.
Il problema se vogliamo è che quando si decide di diventare vegetariani si fa fatica a sostituire i classici “secondi piatti” e si finisce per fare scorpacciate di formaggi o per aumentare il consumo di carboidrati con l'inevitabile conseguenza di prendere peso e magari ritrovarsi con il colesterolo alto.
Occorre ricordare che nella dieta vegetariana la fonte proteica di eccellenza sono i legumi che abbinati ai cereali integrali e alla verdura forniscono piatti equilibrati e completi.
I latticini, intesi come formaggi, insieme alle uova vanno comunque moderati nella quantità e nella frequenza.
Come per la dieta onnivora, l'importante è la varietà: scegliere ogni giorno fonti diverse di carboidrati optando per quelle integrali più ricche di sali minerali e vitamine, consumare verdure di stagione possibilmente biologiche o a km0, utilizzare frutta secca, semi oleaginosi e riscoprire legumi di tutti i tipi rendono l'alimentazione vegetariana perfettamente sostenibile.

mercoledì 11 aprile 2012

Una riflessione sul cibo...

Una domanda che faccio spesso quando si parla di difficoltà nel far mangiare i figli è la presenza o meno della televisione a tavola. Negli ultimi anni è diventata un elettrodomestico onnipresente e purtroppo ha ottenuto un posto di primo piano anche nelle nostre cucine. Personalmente mi sono sempre opposta a questo pezzo d'arredamento che monopolizza l'attenzione di tutta (o una parte) della famiglia in un momento così importante com'è il pasto. Non ce ne si rende conto perché spesso ci dividiamo tra mille orari diversi, ma sedersi al tavolo e condividere tutti insieme un pranzo o una cena è un momento importantissimo per consolidare i legami e gli affetti. Accendere la televisione vuol dire portare l'attenzione all'esterno, mentre quello del pasto è uno dei pochi momenti in cui i ragazzi e i bambini possono raccontare e raccontarsi. Non c'è da stupirsi se un bimbo che non si sente coinvolto nei discorsi dei grandi presi a commentare gli avvenimenti del giorno, si alza senza aver finito di mangiare e si dedica ad attività più gratificanti: probabilmente lo faremmo anche noi! Sedersi a tavola tutti insieme, parlare di ciò che è capitato ad ognuno, in modo sereno e senza creare tensioni è il modo migliore per predisporre al pasto. Apparecchiare in modo curato e servire piatti fatti dalla mamma è un gesto d'amore che fa sentire i ragazzi importanti e da’ un significato aggiuntivo al cibo che si sta per consumare. Abituiamoli allora a partecipare attivamente alla preparazione dei pasti e abbandoniamo per un po’ la pigrizia e la stanchezza che ci fa cucinare sempre le solite pietanze. Al gusto ci si educa!

giovedì 16 febbraio 2012

Difendersi dal freddo anche con il cibo!

In questi giorni di freddo intenso è bene proteggersi evitando di uscire nelle ora più fredde e coprendosi adeguatamente, ma anche qualche accorgimento alimentare ci può aiutare: innanzitutto è bene che non manchino mai sulle nostre tavole zuppe e piatti in brodo: è un modo per scaldarci dall'interno e di consumare liquidi dato che in inverno si fa un po' fatica a bere.

Passati di verdura, vellutate, minestroni e anche le classiche ribollite o zuppe di legumi servono bene allo scopo e ci fanno fare il pieno di fibra. Il mio consiglio è di introdurli soprattutto alla sera accompagnati da qualche crostino o da quei cereali che si mangiano più raramente come il farro, l'orzo o l'avena.

Con le basse temperature spesso si richiede un surplus di energia che è bene venga dai carboidrati complessi e non dagli zuccheri semplici, quindi poche bevande zuccherate, ma qualche fetta di pane in più, meglio se integrale e accompagnata con del miele che ha un effetto calmante e blandamente antinfiammatorio o qualche quadratino di cioccolato fondente oppure ancora da frutta secca in guscio o in crema (crema di nocciole o mandorle per esempio) da inserire a colazione o a merenda.

Alt invece agli alcolici, la sensazione di “calore” che si percepisce è momentanea e illusoria: l'alcool è infatti un vasodilatatore, aumenta il flusso sanguigno periferico provocando in realtà una dispersione di calore!Molto meglio un the caldo non troppo zuccherato o una tisana.

martedì 21 giugno 2011

dieta e caldo....

Il caldo è scoppiato, aumenta la traspirazione per mantenere costante la temperatura corporea e diventa fondamentale idratare l'organismo bevendo almeno due litri d'acqua al giorno senza aspettare di essere assetati. Oltre all'acqua, via libera anche ai centrifugati, alle spremute e ai succhi di frutta, se senza zuccheri aggiunti e non troppo freddi. L'aumento della temperatura sottopone il nostro organismo ad un superlavoro, per non affaticarlo ulteriormente, in questo periodo conviene scegliere alimenti digeribili e poco calorici: evitate perciò cibi grassi, fritti, salse e intingoli vari, preferendo piatti leggeri, cucinati semplicemente (al vapore, al cartoccio o alla griglia). Meglio orientarsi su pesce, carni magre, ricotta, formaggi freschi, legumi. Semaforo rosso invece per salumi, insaccati, formaggi stagionati e cibi conservati, ma anche per cracker e focacce: l'alto contenuto di sodio aumenta il trattenimento dei liquidi corporei. Per contrastare l'azione ritentiva di questo elemento via libera invece a tutti quegli alimenti ricchi di potassio contenuto in abbondanza in frutta e verdura (per esempio in kiwi, banane, albicocche, anguria, patate, spinaci, carciofi). Le classiche 5 porzioni giornaliere ci garantiscono il giusto equilibrio tra i nutrienti, per cui non fatevele mancare!

mercoledì 11 maggio 2011

Chiare fresche dolci acque...

Molti lettori mi chiedono con che frequenza consumare bevande gassate dolcificate (le classiche bibite) e se sia corretto utilizzarle ai pasti come si vede in alcuni spot televisivi.

Le bibite analcoliche contengono acqua, zuccheri, sostanze aromatizzanti ed eventualmente altre componenti di origine vegetale come il succo di frutta; Solitamente sono anche presenti conservanti, acidificanti, coloranti, antiossidanti, talvolta sali minerali e vitamine.

Già questa descrizione che parte dall'analisi dell'etichetta la dice lunga su questo tipo di prodotto. Innanzitutto non è dissetante; contiene zuccheri, pertanto, l'iniziale senso di freschezza dovuto alla presenza di anidride carbonica, che conferisce un poco di acidità alla bevanda e la rende più piacevole grazie alle bollicine, si esaurisce presto lasciando il consumatore con la “bocca asciutta”. Occorre berne un altro bicchiere e così via senza ottenere davvero il risultato voluto.

Il secondo aspetto ancor più importante è che contengono zuccheri semplici. Senza accorgersene si introducono calorie senza saziarsi veramente e senza considerare che un eccesso di zucchero può portare all'innalzamento dei livelli dei trigliceridi, della pressione sanguigna e all'abbassamento dei livelli di colesterolo buono oltre, ovviamente, a problemi di sovrappeso. Molti studi hanno dimostrato che chi consuma abitualmente bevande edulcorate (e in particolar modo i bambini e gli adolescenti) ha un alterato senso del gusto che lo porta ad escludere dalla propria alimentazione cibi poco dolci come le verdure, i legumi e la frutta incorrendo in un'alimentazione poco varia e monotona.

Qualcuno potrebbe obiettare che esistono anche le versioni light, vero: l'industria ha ormai annusato il businnes dei prodotti ipocalorici anche in questo campo, ma anche queste bevande contengono conservanti, coloranti ed edulcoranti spesso di pessima qualità come i ciclamati (E952 ed E953).

Cosa concludere?L'unica bevanda che disseta veramente è l'acqua, di questa fatene largo uso; le bibite lasciatele per momenti particolari e soprattutto non consumatele ai pasti!

martedì 15 marzo 2011

Il falso mito delle diete iperproteiche

In periodi di diete fai da te, impazzano regimi alimentari ricchissimi di proteine e poveri di carboidrati...meglio ridurre l'odiosa fonte di grasso e mangiare grandi quantità di bresaola e petti di pollo adagiati su letti di insalata. Al di là delle mode, sarebbe meglio diffidare di questi modelli alimentari che offrono sì un' immediata diminuzione di peso, ma associata principalmente alla perdita di massa muscolare e di acqua. Il nostro cervello, le cellule del pancreas e i globuli rossi funzionano solo a zucchero (glucosio) e non possono utilizzare altri substrati energetici; ridurre drasticamente i carboidrati costringe l'organismo ad attivare dei meccanismi di difesa per scovare il glucosio nei muscoli e nei grassi. E' un superlavoro per reni e fegato che devono smaltire grandi quantità di sostanze tossiche che si producono con questi meccanismi (i corpi chetonici). E' vero che i sostenitori della dieta iperproteica (o chetogenetica) sostengono che aumenti il dispendio energetico necessario alla produzione di energia, che mantenga basso l'indice glicemico e aumenti il senso di sazietà, ma a che prezzo? La comune alimentazione è già di per sé iperproteica rispetto alle esigenze reali, l'aggiunta di carboidrati complessi (meglio se integrali) e di verdure e frutta funziona altrettanto bene nel controllo della fame e della risposta insulinica..senza danni per fegato e reni e soprattutto senza ingerire grandi quantità di proteine animali che si portano dietro anche i grassi saturi e il colesterolo. Se si vuole perdere peso in modo sano, meglio rifarsi alla dieta Mediterranea che è varia, appaga il palato e non ha rischi.

martedì 21 dicembre 2010

Trucchi salvalinea per le Feste

Come salvarsi da 10 giorni di feste e cene senza ritrovarsi con una taglia in più?
Qualche consiglio salvalinea...
Prima regola, considerare come giorni di festa, quelli canonici ed evitare di abbuffarsi dalla Vigilia al primo dell'anno: sembra un'ovvietà, ma entrati nel vortice dei festeggiamenti diventa difficile uscirne. Quando si è invitati, non arrivare mai con una fame da lupi che porterebbe a mangiare in grandi quantità la prima portata proposta (di solito antipasti ricchi di salse e intingoli), eventualmente sgranocchiare a casa un po' di verdura che riempie e non appesantisce.
Evitare pane e grissini tra una portata e l'altra.
Se il primo è in brodo, abbondare con quest'ultimo per avere un maggior senso di sazietà.
Se il pranzo, o la cena, è a buffet, decidere cosa si vuole mangiare dopo aver esaminato la tavolata e gustarsi quello che si è scelto in tutta calma tenendo conto che gli alimenti in fondo al vassoio sono anche i più conditi....a buon intenditor...
La frutta secca è invitante, ma ipercalorica: una manciatina a metà pomeriggio al posto della frutta fresca, può appagare senza appesantire eccessivamente il conto calorie.
Se avanzano dei dolci come panettone e pandoro, concedeteveli a colazione al posto dei biscotti.
Dopo un pranzo luculliano, serve una cena leggera a base di verdura poco condita (passati, minestroni, creme, riempiono con poche calorie e aiutano a mantenere l'intestino regolare).
Attenzione ai brindisi: una coppa di champagne sono circa 100 Kcal...meglio non abbondare!
Comunque sia, masticare sempre lentamente per mandare al cervello il segnale di sazietà e cercate di muovervi ogni giorno: una bella passeggiata all'aria aperta in compagnia è altrettanto gradevole di un pomeriggio passato a chiacchierare sul divano.
Buone Feste a tutti!

martedì 5 ottobre 2010

venerdì 1 ottobre 2010

Celiachia in aumento....

Un ampio studio epidemiologico del Center for Celiac Research dell'università di Baltimora, in collaborazione con altri centri di ricerca e con l'università Politecnica delle Marche ha dimostrato che la celiachia si sviluppa sempre più frequentemente in età avanzata.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 3500 persone in età adulta di cui sono stati analizzati due campioni di sangue a distanza di quindici anni.

Molti soggetti negativi per i marcatori della celiachia al primo prelievo hanno sviluppato l'intolleranza al glutine negli anni successivi.

Alla base di questo incremento dell'incidenza della celiachia all'aumentare dell'età, sembrano esserci il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie nei paesi Sviluppati che avrebbe modificato la risposta immunitaria dell'organismo, l'incremento del consumo di prodotti contenenti glutine e la presenza di cereali ricchi di frammenti tossici di glutine.





venerdì 30 luglio 2010

Junk food e dipendenza

Il Junk food può dare dipendenza e portare addirittura alla morte?

E' un caso estremo eppure è capitato: Sharon Mevsimler, quarantenne britannica è morta in ospedale per non essere riuscita a frenarsi dal mangiare in modo compulsivo ogni tipo di cibo spazzatura. Aveva raggiunto i 283 kg per 1,5 m di altezza e pur continuando ad entrate ed uscire dagli ospedali, non è riuscita ad uscire dal suo problema, facendosi anzi portare di nascosto cibi proibiti dai famigliari mentre era sottoposta a dieta ferrea.

Patatine, merendine, cibi ricchi di grassi e zuccheri possono portare a dipendenza..occorre consumarli con moderazione e soprattutto evitare che diventino parte della nostra alimentazione quotidiana!







lunedì 26 luglio 2010

Corso di Italiano e dieta mediterranea

La Scuola di Sara invita ad una vacanza linguistico-alimentare in Toscana.

La Toscana, meta ideale per rilassanti vacanze

La Toscana, meta ideale per rilassanti vacanze

Vi presentiamo oggi una proposta per le vacanze studio giuntaci dalla Scuola di Sara, con destinazione Livorno dal 31 agosto al 4 settembre 2010comprendente 12 ore di italiano e 4 ore sull’alimentazione.

Volete imparare ad alimentarvi in modo equilibrato per rimanere sani ed in linea e contemporaneamente vivere la Toscana ed imparare la lingua italiana? Allora questa settimana di benessere al mare è giusta per voi!

Sara Gasparri

Sara Gasparri

Sara Gasparri, insegnante di italiano dal 1995:

„Vi offro 4 giorni per imparare l’italiano on the move, in modo divertente e rilassato. Le lezioni sono arricchite dal contatto con la città ed i suoi abitanti. Esploriamo insieme i diversi quartieri ed i dintorni, impariamo cose interessanti sul paese e sugli italiani, ogni situazione offrirà l’occasione per esercitare la lingua italiana e contribuirà a darvi un’impressione autentica della vita in Italia.”

Sara Gilardi

Sara Gilardi

Un’alimentazione sana ed equilibrata è necessaria per la nostra salute ed il nostro benessere. Ma che cos’è precisamente “un’alimentazione equilibrata”? La dottoressaSara Gilardi, dietologa di Torino:

“In una giornata vi svelerò i segreti della Dieta Mediterranea: la giusta alimentazione con la dieta mediterranea rappresenta la gustosa soluzione per la linea e la salute!”

Il nostro programma:
1) la base della Dieta Mediterranea
2) Mangiare in modo giusto per sentirsi bene e rimanere in linea.
3) I pasti: una colazione da leone, un pranzo da re e una cena da poveri
4) Prodotti di stagione
5) 10.000 passi per la felicità

Ed infine… un pic-nic insieme ed una passeggiata all’aria aperta!

Per ulteriori informazioni su date e prezzi consigliamo di consultare il sito dellaScuola di Sara www.scuola-sara.de/italien o il bel Blog di Sara Gasparriscuolasara.blogspot.com/

mercoledì 10 marzo 2010

DNA E DIETA

Alla Conferenza dell'American Heart Association è stato presentato uno studio dell'Università di Stanford che afferma che l'efficacia di una dieta può essere determinata da un test sul DNA. I risultati preliminari su un campione di 101 donne, a dieta da circa un anno, hanno portato all'identificazione di tre genotipi diversi con risposte differenti ad un'alimentazione rispettivamente povera di carboidrati, povera di grassi e bilanciata. Confrontando gli esiti delle diete con i risultati delle analisi è emerso che chi ha seguito un'alimentazione compatibile con il proprio DNA è dimagrito molto più facilmente e velocemente delle altre. La nutrigenomica è tema di grande attualità e si stanno moltiplicando gli studi volti a comprendere l'azione preventiva e curativa degli alimenti sull'organismo.




sabato 2 gennaio 2010

Auguri!

Auguro a tutti voi un sereno 2010!

martedì 17 novembre 2009


Vi aspetto numerosi!

venerdì 6 novembre 2009

Nuova piramide alimentare


E' stata presentata il 4 di novembre la nuova piramide alimentare della dieta mediterranea nell'ambito delle Celebrazioni Ufficiali per la Giornata Mondiale dell'Alimentazione. La nuova piramide alimentare è stata elaborata dall'INRAN e dal Ciiscam in collaborazione con gli altri Paesi del Mediterraneo ed è il risultato di numerosi studi epidemiologici e clinici. Si propone come stile di vita che può garantire salute e longevità a persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni.
E' una piramide di alimentazione sostenibile perché mette l'accento sull'importanza dell'utilizzo dei prodotti locali e stagionali. Sempre alla base della corretta alimentazione viene posta l'attenzione sul consumo di acqua, sull'attività fisica e sulla convivialità come elemento di gratificazione e benessere. Nella sua struttura viene rivoluzionata la disposizione dei vari alimenti classificandoli in base a quali debbono costituire i pasti principali (e qui troviamo almeno due porzioni di frutta, almeno due porzioni di verdura e i cereali integrali), quali debbano essere consumati quotidianamente (latte e derivati, olio, semi oleosi e spezie per contrastare l'abuso di sale)e ciò che deve costituire il consumo settimanale (al massimo due porzioni di carne rossa, più di due porzioni di pesce e crostacei, più di due porzioni di legumi, da due a quattro porzioni di uova, una o due porzioni di pollame, una sola porzione di affettati).
I dolci vanno limitati al massimo a un paio di volte alla settimana, le porzioni devono essere moderate, il vino va consumato moderatamente e occorre prestare attenzione alla varietà alimentare, soprattutto su frutta e verdura.

giovedì 1 ottobre 2009

Autunno faticoso

Cambio di stagione, ritmi stressanti, riposo non adeguato possono causare stanchezza come si suol dire “cronica”, ma alla base di questo senso di affaticamento costante, ci può essere anche una dieta sbilanciata ricca di zuccheri e grassi cche ha come effetto quello di provocare sonnolenza.

Quai alimenti possono aiutare: sicuramente quelli che contengono vitamine del gruppo B presenti nei cereali, nei legumi, nella carne, nei latticini e nelle verdure verdi; così come non dovrebbero mancare le fibre dei cereali integrali che aiutano a rilasciare gli zuccheri lentamente in modo da garantire energia per tutta la giornata e gli alimenti ricchi di ferro come la carne rossa, il pollo, il pesce, i legumi e la frutta secca. Occorre invece ridurre il più possibile gli alcolici e i dolci che danno un'immediato senso di benessere, ma richiedono un lungo e faticoso processo digestivo.


lunedì 21 settembre 2009

Cozze e vongole, secondo saporito e dietetico

Quando si è a dieta il pensiero corre subito a piatti deprimenti e senza sapore, eppure a ben guardare ci sono degli alleati della linea che in quanto a gusto non hanno niente da invidiare a molti manicaretti.

Con cozze e vongole possono essere preparati piatti sfiziosi a poche calorie ( 85 kcal le prime e 72 le seconde per 100g).

Questi mitili sono ricchi di sali minerali quali calcio, potassio, fosforo, selenio, magnesio e soprattutto ferro e zinco: quindi ottime per combattere l'anemia e il cattivo umore; contengono inoltre alcune vitamine come la B12 utilissima per migliorare la memoria ed evitare sbalzi d'umore.

Uniche pecche il contenuto di colesterolo che però non è associato, come nelle carni, ai grassi saturi e il quantitativo di sodio che ne fa alimenti inadatti agli ipertesi. I mitili sono sconsigliati anche ai bambini sotto i 5 anni e alle gestanti perchè possono essere portatori di infezioni gravi come le gastroenteriti, l'epatite A e il tifo. In questo senso, l'attenzione deve essere sempre molto alta per cui i mitili andrebbero sempre mangiati cotti e bisognerebbe avere l'accortezza che siano stati stabulizzati ossia messi a depurare in acqua dolce (solitamente quelli che hanno subito questo processo vengono venduti in una retina verde). Detto questo ci si può sbizzarrire con imepate di cozze o zuppette con un occhio al gusto e uno alla bilancia.


lunedì 3 agosto 2009

Attenzione ai cibi grassi...

Recenti studi condotti dall'Erg-Icb di Pozzuoli (Napoli) hanno dimostrato che assumere ripetutamente cibi grassi e calorici provoca un'alterazione del sistema endocannabinoide, sistema presente nel nostro organismo con la funzione di riequilibrarlo quando ci si priva di cibo per lungo tempo (per esempio saltando i pasti). Normalmente la sua funzione è quella di attivare i meccanismi dello stimolo della fame che ci portano ad assumere nuovi alimenti per riportarci alla condizione normale. Quando questo sistema viene alterato, permangono alti i livelli di questi endocannabinoidi e viene alterato lo stimolo fame-sazietà a livello dell'ipotalamo portandoci a ricercare altri cibi energetici. Sul lungo periodo questo può portare a patologie come l'obesità, il diabete, l' ipercolesterolemia, l' ipertrigliceridemia.