giovedì 31 ottobre 2013
dolcetto o scherzetto?
martedì 23 aprile 2013
Vademecum di sopravvivenza famigliare..
venerdì 14 dicembre 2012
Dieta vegetariana
mercoledì 11 aprile 2012
Una riflessione sul cibo...
Una domanda che faccio spesso quando si parla di difficoltà nel far mangiare i figli è la presenza o meno della televisione a tavola. Negli ultimi anni è diventata un elettrodomestico onnipresente e purtroppo ha ottenuto un posto di primo piano anche nelle nostre cucine. Personalmente mi sono sempre opposta a questo pezzo d'arredamento che monopolizza l'attenzione di tutta (o una parte) della famiglia in un momento così importante com'è il pasto. Non ce ne si rende conto perché spesso ci dividiamo tra mille orari diversi, ma sedersi al tavolo e condividere tutti insieme un pranzo o una cena è un momento importantissimo per consolidare i legami e gli affetti. Accendere la televisione vuol dire portare l'attenzione all'esterno, mentre quello del pasto è uno dei pochi momenti in cui i ragazzi e i bambini possono raccontare e raccontarsi. Non c'è da stupirsi se un bimbo che non si sente coinvolto nei discorsi dei grandi presi a commentare gli avvenimenti del giorno, si alza senza aver finito di mangiare e si dedica ad attività più gratificanti: probabilmente lo faremmo anche noi! Sedersi a tavola tutti insieme, parlare di ciò che è capitato ad ognuno, in modo sereno e senza creare tensioni è il modo migliore per predisporre al pasto. Apparecchiare in modo curato e servire piatti fatti dalla mamma è un gesto d'amore che fa sentire i ragazzi importanti e da’ un significato aggiuntivo al cibo che si sta per consumare. Abituiamoli allora a partecipare attivamente alla preparazione dei pasti e abbandoniamo per un po’ la pigrizia e la stanchezza che ci fa cucinare sempre le solite pietanze. Al gusto ci si educa!
giovedì 16 febbraio 2012
Difendersi dal freddo anche con il cibo!
In questi giorni di freddo intenso è bene proteggersi evitando di uscire nelle ora più fredde e coprendosi adeguatamente, ma anche qualche accorgimento alimentare ci può aiutare: innanzitutto è bene che non manchino mai sulle nostre tavole zuppe e piatti in brodo: è un modo per scaldarci dall'interno e di consumare liquidi dato che in inverno si fa un po' fatica a bere.
Passati di verdura, vellutate, minestroni e anche le classiche ribollite o zuppe di legumi servono bene allo scopo e ci fanno fare il pieno di fibra. Il mio consiglio è di introdurli soprattutto alla sera accompagnati da qualche crostino o da quei cereali che si mangiano più raramente come il farro, l'orzo o l'avena.
Con le basse temperature spesso si richiede un surplus di energia che è bene venga dai carboidrati complessi e non dagli zuccheri semplici, quindi poche bevande zuccherate, ma qualche fetta di pane in più, meglio se integrale e accompagnata con del miele che ha un effetto calmante e blandamente antinfiammatorio o qualche quadratino di cioccolato fondente oppure ancora da frutta secca in guscio o in crema (crema di nocciole o mandorle per esempio) da inserire a colazione o a merenda.
Alt invece agli alcolici, la sensazione di “calore” che si percepisce è momentanea e illusoria: l'alcool è infatti un vasodilatatore, aumenta il flusso sanguigno periferico provocando in realtà una dispersione di calore!Molto meglio un the caldo non troppo zuccherato o una tisana.
martedì 21 giugno 2011
dieta e caldo....
mercoledì 11 maggio 2011
Chiare fresche dolci acque...
Molti lettori mi chiedono con che frequenza consumare bevande gassate dolcificate (le classiche bibite) e se sia corretto utilizzarle ai pasti come si vede in alcuni spot televisivi.
Le bibite analcoliche contengono acqua, zuccheri, sostanze aromatizzanti ed eventualmente altre componenti di origine vegetale come il succo di frutta; Solitamente sono anche presenti conservanti, acidificanti, coloranti, antiossidanti, talvolta sali minerali e vitamine.
Già questa descrizione che parte dall'analisi dell'etichetta la dice lunga su questo tipo di prodotto. Innanzitutto non è dissetante; contiene zuccheri, pertanto, l'iniziale senso di freschezza dovuto alla presenza di anidride carbonica, che conferisce un poco di acidità alla bevanda e la rende più piacevole grazie alle bollicine, si esaurisce presto lasciando il consumatore con la “bocca asciutta”. Occorre berne un altro bicchiere e così via senza ottenere davvero il risultato voluto.
Il secondo aspetto ancor più importante è che contengono zuccheri semplici. Senza accorgersene si introducono calorie senza saziarsi veramente e senza considerare che un eccesso di zucchero può portare all'innalzamento dei livelli dei trigliceridi, della pressione sanguigna e all'abbassamento dei livelli di colesterolo buono oltre, ovviamente, a problemi di sovrappeso. Molti studi hanno dimostrato che chi consuma abitualmente bevande edulcorate (e in particolar modo i bambini e gli adolescenti) ha un alterato senso del gusto che lo porta ad escludere dalla propria alimentazione cibi poco dolci come le verdure, i legumi e la frutta incorrendo in un'alimentazione poco varia e monotona.
Qualcuno potrebbe obiettare che esistono anche le versioni light, vero: l'industria ha ormai annusato il businnes dei prodotti ipocalorici anche in questo campo, ma anche queste bevande contengono conservanti, coloranti ed edulcoranti spesso di pessima qualità come i ciclamati (E952 ed E953).
Cosa concludere?L'unica bevanda che disseta veramente è l'acqua, di questa fatene largo uso; le bibite lasciatele per momenti particolari e soprattutto non consumatele ai pasti!
martedì 15 marzo 2011
Il falso mito delle diete iperproteiche
In periodi di diete fai da te, impazzano regimi alimentari ricchissimi di proteine e poveri di carboidrati...meglio ridurre l'odiosa fonte di grasso e mangiare grandi quantità di bresaola e petti di pollo adagiati su letti di insalata. Al di là delle mode, sarebbe meglio diffidare di questi modelli alimentari che offrono sì un' immediata diminuzione di peso, ma associata principalmente alla perdita di massa muscolare e di acqua. Il nostro cervello, le cellule del pancreas e i globuli rossi funzionano solo a zucchero (glucosio) e non possono utilizzare altri substrati energetici; ridurre drasticamente i carboidrati costringe l'organismo ad attivare dei meccanismi di difesa per scovare il glucosio nei muscoli e nei grassi. E' un superlavoro per reni e fegato che devono smaltire grandi quantità di sostanze tossiche che si producono con questi meccanismi (i corpi chetonici). E' vero che i sostenitori della dieta iperproteica (o chetogenetica) sostengono che aumenti il dispendio energetico necessario alla produzione di energia, che mantenga basso l'indice glicemico e aumenti il senso di sazietà, ma a che prezzo? La comune alimentazione è già di per sé iperproteica rispetto alle esigenze reali, l'aggiunta di carboidrati complessi (meglio se integrali) e di verdure e frutta funziona altrettanto bene nel controllo della fame e della risposta insulinica..senza danni per fegato e reni e soprattutto senza ingerire grandi quantità di proteine animali che si portano dietro anche i grassi saturi e il colesterolo. Se si vuole perdere peso in modo sano, meglio rifarsi alla dieta Mediterranea che è varia, appaga il palato e non ha rischi.
martedì 21 dicembre 2010
Trucchi salvalinea per le Feste
martedì 5 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
Celiachia in aumento....
Un ampio studio epidemiologico del Center for Celiac Research dell'università di Baltimora, in collaborazione con altri centri di ricerca e con l'università Politecnica delle Marche ha dimostrato che la celiachia si sviluppa sempre più frequentemente in età avanzata.
Lo studio è stato effettuato su un campione di 3500 persone in età adulta di cui sono stati analizzati due campioni di sangue a distanza di quindici anni.
Molti soggetti negativi per i marcatori della celiachia al primo prelievo hanno sviluppato l'intolleranza al glutine negli anni successivi.
Alla base di questo incremento dell'incidenza della celiachia all'aumentare dell'età, sembrano esserci il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie nei paesi Sviluppati che avrebbe modificato la risposta immunitaria dell'organismo, l'incremento del consumo di prodotti contenenti glutine e la presenza di cereali ricchi di frammenti tossici di glutine.
venerdì 30 luglio 2010
Junk food e dipendenza
Il Junk food può dare dipendenza e portare addirittura alla morte?
lunedì 26 luglio 2010
Corso di Italiano e dieta mediterranea
La Scuola di Sara invita ad una vacanza linguistico-alimentare in Toscana.
Vi presentiamo oggi una proposta per le vacanze studio giuntaci dalla Scuola di Sara, con destinazione Livorno dal 31 agosto al 4 settembre 2010comprendente 12 ore di italiano e 4 ore sull’alimentazione.
Volete imparare ad alimentarvi in modo equilibrato per rimanere sani ed in linea e contemporaneamente vivere la Toscana ed imparare la lingua italiana? Allora questa settimana di benessere al mare è giusta per voi!
Sara Gasparri, insegnante di italiano dal 1995:
„Vi offro 4 giorni per imparare l’italiano on the move, in modo divertente e rilassato. Le lezioni sono arricchite dal contatto con la città ed i suoi abitanti. Esploriamo insieme i diversi quartieri ed i dintorni, impariamo cose interessanti sul paese e sugli italiani, ogni situazione offrirà l’occasione per esercitare la lingua italiana e contribuirà a darvi un’impressione autentica della vita in Italia.”
Un’alimentazione sana ed equilibrata è necessaria per la nostra salute ed il nostro benessere. Ma che cos’è precisamente “un’alimentazione equilibrata”? La dottoressaSara Gilardi, dietologa di Torino:
“In una giornata vi svelerò i segreti della Dieta Mediterranea: la giusta alimentazione con la dieta mediterranea rappresenta la gustosa soluzione per la linea e la salute!”
Il nostro programma:
1) la base della Dieta Mediterranea
2) Mangiare in modo giusto per sentirsi bene e rimanere in linea.
3) I pasti: una colazione da leone, un pranzo da re e una cena da poveri
4) Prodotti di stagione
5) 10.000 passi per la felicità
Ed infine… un pic-nic insieme ed una passeggiata all’aria aperta!
Per ulteriori informazioni su date e prezzi consigliamo di consultare il sito dellaScuola di Sara www.scuola-sara.de/italien o il bel Blog di Sara Gasparriscuolasara.blogspot.com/
mercoledì 10 marzo 2010
DNA E DIETA
Alla Conferenza dell'American Heart Association è stato presentato uno studio dell'Università di Stanford che afferma che l'efficacia di una dieta può essere determinata da un test sul DNA. I risultati preliminari su un campione di 101 donne, a dieta da circa un anno, hanno portato all'identificazione di tre genotipi diversi con risposte differenti ad un'alimentazione rispettivamente povera di carboidrati, povera di grassi e bilanciata. Confrontando gli esiti delle diete con i risultati delle analisi è emerso che chi ha seguito un'alimentazione compatibile con il proprio DNA è dimagrito molto più facilmente e velocemente delle altre. La nutrigenomica è tema di grande attualità e si stanno moltiplicando gli studi volti a comprendere l'azione preventiva e curativa degli alimenti sull'organismo.
sabato 2 gennaio 2010
martedì 17 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
Nuova piramide alimentare
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giovedì 1 ottobre 2009
Autunno faticoso
Cambio di stagione, ritmi stressanti, riposo non adeguato possono causare stanchezza come si suol dire “cronica”, ma alla base di questo senso di affaticamento costante, ci può essere anche una dieta sbilanciata ricca di zuccheri e grassi cche ha come effetto quello di provocare sonnolenza.
Quai alimenti possono aiutare: sicuramente quelli che contengono vitamine del gruppo B presenti nei cereali, nei legumi, nella carne, nei latticini e nelle verdure verdi; così come non dovrebbero mancare le fibre dei cereali integrali che aiutano a rilasciare gli zuccheri lentamente in modo da garantire energia per tutta la giornata e gli alimenti ricchi di ferro come la carne rossa, il pollo, il pesce, i legumi e la frutta secca. Occorre invece ridurre il più possibile gli alcolici e i dolci che danno un'immediato senso di benessere, ma richiedono un lungo e faticoso processo digestivo.
lunedì 21 settembre 2009
Cozze e vongole, secondo saporito e dietetico
Quando si è a dieta il pensiero corre subito a piatti deprimenti e senza sapore, eppure a ben guardare ci sono degli alleati della linea che in quanto a gusto non hanno niente da invidiare a molti manicaretti.
Con cozze e vongole possono essere preparati piatti sfiziosi a poche calorie ( 85 kcal le prime e 72 le seconde per 100g).
Questi mitili sono ricchi di sali minerali quali calcio, potassio, fosforo, selenio, magnesio e soprattutto ferro e zinco: quindi ottime per combattere l'anemia e il cattivo umore; contengono inoltre alcune vitamine come la B12 utilissima per migliorare la memoria ed evitare sbalzi d'umore.
Uniche pecche il contenuto di colesterolo che però non è associato, come nelle carni, ai grassi saturi e il quantitativo di sodio che ne fa alimenti inadatti agli ipertesi. I mitili sono sconsigliati anche ai bambini sotto i 5 anni e alle gestanti perchè possono essere portatori di infezioni gravi come le gastroenteriti, l'epatite A e il tifo. In questo senso, l'attenzione deve essere sempre molto alta per cui i mitili andrebbero sempre mangiati cotti e bisognerebbe avere l'accortezza che siano stati stabulizzati ossia messi a depurare in acqua dolce (solitamente quelli che hanno subito questo processo vengono venduti in una retina verde). Detto questo ci si può sbizzarrire con imepate di cozze o zuppette con un occhio al gusto e uno alla bilancia.
lunedì 3 agosto 2009
Attenzione ai cibi grassi...
Recenti studi condotti dall'Erg-Icb di Pozzuoli (Napoli) hanno dimostrato che assumere ripetutamente cibi grassi e calorici provoca un'alterazione del sistema endocannabinoide, sistema presente nel nostro organismo con la funzione di riequilibrarlo quando ci si priva di cibo per lungo tempo (per esempio saltando i pasti). Normalmente la sua funzione è quella di attivare i meccanismi dello stimolo della fame che ci portano ad assumere nuovi alimenti per riportarci alla condizione normale. Quando questo sistema viene alterato, permangono alti i livelli di questi endocannabinoidi e viene alterato lo stimolo fame-sazietà a livello dell'ipotalamo portandoci a ricercare altri cibi energetici. Sul lungo periodo questo può portare a patologie come l'obesità, il diabete, l' ipercolesterolemia, l' ipertrigliceridemia.

